Razionale

Lo stress può essere considerato un elemento fisso nella nostra vita quotidiana, tanto in ambito domestico-familiare quanto sul lavoro. Sono state coniate numerose definizioni di stress, ma esiste ormai un ampio consenso sul fatto che all’origine dello stesso concorrano molteplici fattori come la risposta fisica, mentale ed emotiva che ciascun individuo oppone all’incontro con stimoli ambientali e relazionali (conflitti, pressioni, sollecitazioni, etc). È noto che una o più condizioni di stress, se particolarmente intense o protratte nel tempo, possono indurre alla sindrome del burnout, già conosciuta dagli anni ’80. Oggi, purtroppo, nell’ambito delle Cure Primarie, sia il Medico di Medicina Generale (MMG) che di Continuità Assistenziale (CA) si sono trovati a fronteggiare un’emergenza sanitaria in tempi brevi e su grandi numeri di pazienti affetti da SARS-COVID19, con un impatto diretto sullo stesso stato d’animo dei medici e più in generale di tutti gli operatori coinvolti nelle helping professions. Di rimando, si sono slatentizzate tutta una serie di emozioni e stati d’animo quali ansia, irritabilità, esaurimento fisico, panico, agitazione, senso di colpa, negativismo, ridotta autostima e talvolta sono state minate la stessa empatia e capacità di ascolto. Altresì, lo stress percepito dal MMG/CA si è tradotto in somatizzazioni quali emicrania, sudorazioni, insonnia, disturbi gastrointestinali, etc; come pure reazioni comportamentali quali assenze o ritardi frequenti sul posto di lavoro, chiusura difensiva al dialogo inerente le criticità della malattia, talvolta il distacco emotivo dall’interlocutore. Ognuno è stato afflitto da una maggiorazione del carico di lavoro, della propria autonomia decisionale, mancando per lo più le gratificazioni, generando una rivalutazione della equità e dei valori; tutto ciò percepito come una ulteriore fonte oggettiva di stress che si è resa additiva al già cagionevole equilibrio a carico del MMG/CA.

L’emergenza SARS-COVID19 si è verificata in questo momento storico particolarmente delicato per la figura del Medico di Medicina Generale (MMG) e di Continuità Assistenziale (CA), che lo vede protagonista in studi sulla realizzazione del modello biopsicosociale nelle cure primarie (Negri A. et al., 2019), ovvero in un modello in cui il MMG-CA è chiamato a prendersi cura dei propri assistiti adottando una prospettiva biopsicosociale, ove il paziente è considerato in un’ottica comprendente la dimensione biologica, psicologica e sociale. Coerentemente con questa tendenza, è possibile che il carico assistenziale del MMG-CA sia arrogato di una ulteriore predisposizione allo stress, per le suddette caratteristiche soggettive e oggettive, con la necessità crescente di imparare a valutare autonomamente se la propria gestione sia performante, il livello di soddisfazione personale e dei pazienti e le tecniche a supporto del MMG/CA per il contenimento del distress professionale.